| I depositi per lo smaltimento dei rifiuti nucleari nel mondo
- Lo smaltimento dei rifiuti a bassa radioattività (o a vita breve)
- Depositi definitivi per rifiuti radioattivi a bassa attività. Riepilogo generale della situazione nei vari paesi
- Depositi in fase di selezione del sito
- Depositi con sito selezionato
- Depositi in fase di progetto o di licensing
- Depositi in costruzione
- Depositi in esercizio
- Depositi in fase di chiusura
- Depositi chiusi
- Lo smaltimento dei rifiuti ad alta attività (o a vita lunga)
C. Lo smaltimento dei rifiuti ad alta attività (o a vita lunga)
Per i rifiuti ad alta attività, che mantengono livelli elevati di radiazione incompatibili con l’ambiente per migliaia o decine di migliaia di anni, bisognerà garantire il confinamento. per periodi di questa lunghezza. Ne consegue che non è possibile, per l'isolamento dei rifiuti ad alta attività, fare affidamento su barriere costruite dall'uomo, in quanto non se ne potrebbe garantire la efficienza per periodi così lunghi. I rifiuti ad alta attività vengono normalmente condizionati in matrici solide di grande durabilità, come quelle vetrose, almeno nei casi in cui tali rifiuti hanno un calore residuo importante. Si prevede di depositare tali manufatti in formazioni geologiche profonde (centinaia o migliaia di metri), che possono assicurare l'isolamento dei radionuclidi dalla biosfera per periodi di tipo geologico, dell’ordine quindi anche di milioni di anni, quali sono ad esempio le formazioni saline e quelle argillose. I depositi in profondità sono ancora nella fase di studio o di realizzazione pilota nei casi più avanzati. Laboratori sperimentali sotterranei sono in costruzione o inesercizio in Francia, Germania, Svezia. Il primo deposito commerciale potrebbe essere operativo, secondo le attuali previsioni, verso il 2030. In USA è in esercizio dal Maggio 1999 il WIPP (Waste Isolation Pilot Plant), un impianto pilota per lo smaltimento dei rifiuti a vita lunga plutoniferi prodotti nei centri del governo federale (i cosiddetti defense wastes). Il WIPP è praticamente il primo ed unico deposito di smaltimento geologico al mondo, anche se le sue finalità sono particolari e comunque non è destinato ai rifiuti radioattivi ad alta attività di tipo classico e di provenienza commerciale (rifiuti vetrificati o combustibile irraggiato). In attesa di disporre di un sito di smaltimento geologico, i rifiuti radioattivi a vita lunga condizionati vengono conservati in sistemi impiantistici adatti allo stoccaggio per periodi dell’ordine di qualche decennio ed oltre.
Il concetto stesso di deposito geologico è tuttavia al centro negli ultimi anni di profonde discussioni sia di natura tecnico-operativa che sociale, per i problemi di accettabilità che un sito profondo solleva. Le discussioni tecniche vertono principalmente su due aspetti: - la recuperabilità dei rifiuti in un periodo transitorio definito (ad esempio qualche secolo); - le barriere artificiali da concepire e mettere in opera per gestire il periodo transitorio.
per una panoramica sulla situazione in Europa dei rifiuti radioattivi
per alcune rapide considerazioni di importanti studiosi sul sito di Scanzano Ionico, sul WIPP (New Mexico, USA) e sullo Yucca Mountain (Nevada, USA)
per approfondire il problema delle scorie radioattive in Russia per approfondire il problema delle scorie radioattive in USA
E’ inevitabile che le recenti problematiche sollevate sullo smaltimento geologico, tutte derivanti non da obiettive difficoltà tecniche ma da problemi di consenso pubblico, sono destinate a rendere sempre più laboriosa e complessa la soluzione del problema. E’ per questo che comincia a farsi strada il ricorso ad una soluzione basata su l’impiego di strutture artificiali di tipo impiantistico per l’immagazzinamento di lungo periodo dei rifiuti ad alta attività, in attesa che maturino condizioni più praticabili per lo smaltimento geologico, ed eventualmente anche tecnologie innovative (come la trasmutazione, che potrebbe eliminare dall’inventario dei rifiuti radioattivi quelli a vita lunghissima). Va altresì segnalato che acquista sempre più credibilità, almeno a livello scientifico e radioprotezionistico, il ricorso ad un deposito geologico internazionale, destinato cioè ad accogliere i rifiuti a vita lunga di diversi paesi, se non di tutti, e localizzato in una delle aree più remote del pianeta, in condizioni quindi di massima sicurezza e minimo impatto ambientale. La praticabilità sociale e politica di una simile soluzione costituisce, nella presente fase storica, il problema più importante. E’ attivo in questo senso il progetto PANGEA, finanziato da enti internazionali, che ha individuato e proposto inizialmente un sito in un area remota dell’Australia. Il progetto è stato anche ufficialmente presentato al governo australiano con reazioni negative ma non scandalizzate. Pangea sta ora valutando siti alternative in Sud America e Asia. Se è indubbiamente difficile nell’attuale contesto perseguire l’idea di un deposito geologico internazionale, è altresì convinzione di molti (soprattutto a livello IAEA) che tale soluzione, che è certamente la più sicura in un ottica planetaria, è destinata a fare strada in futuro.
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